{"id":33,"date":"2017-11-01T14:01:04","date_gmt":"2017-11-01T13:01:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiadisantandrea.it\/psa\/?page_id=33"},"modified":"2017-11-03T22:25:02","modified_gmt":"2017-11-03T21:25:02","slug":"33-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiadisantandrea.it\/psa\/arte\/vari-argomenti\/33-2\/","title":{"rendered":"Gli affreschi perduti di Bartolomeo da Belluno"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Popolo, domenica 8 Febbraio 2015<br \/>\n<em>Sentiti ringraziamenti ad Antonio MARTIN per il prezioso servizio informativo.<\/em><a href=\"http:\/\/www.parrocchiadisantandrea.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/anticaporto.jpg\" rel=\"lightbox\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-3074\" src=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20160324211935im_\/http:\/\/www.parrocchiadisantandrea.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/anticaporto-1024x309.jpg\" alt=\"anticaporto\" width=\"404\" height=\"122\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><br \/>\nDA UNO STUDIO DELL\u2019ACCADEMIA<br \/>\nDI SAN MARCO<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20160324211935\/http:\/\/www.parrocchiadisantandrea.it\/arte\/gli-affreschi-perduti-di-bartolomeo-da-belluno#antica\">L\u2019antica chiesa di S. Andrea<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20160324211935\/http:\/\/www.parrocchiadisantandrea.it\/arte\/gli-affreschi-perduti-di-bartolomeo-da-belluno#temi\">Temi degli affreschi<\/a><\/p>\n<p><strong>I perduti affreschi di Bartolomeo da Belluno<\/strong><br \/>\n<strong>commissionati per l\u2019antico Duomo di Portogruaro (1445)<\/strong><\/p>\n<p>\u201cI perduti affreschi di Bartolomeo da Belluno nel Duomo di Portogruaro (1445)\u201d: \u00e8 lo studio di Giovanni Tomasi, pubblicato negli atti dell\u2019Accademia \u201cSan Marco\u201d di Pordenone (16-2014), che comprende la trascrizione del testo latino di un contratto conservato all\u2019Archivio di Stato di Treviso.\u00a0<strong>L\u2019atto, sottoscritto il 10 maggio 1445<\/strong>davanti al notaio portogruarese Antonio de Perinis, riguarda\u00a0<strong>l\u2019affidamento al pittore bellunese della realizzazione di una vasta superficie di affreschi nell\u2019abside e nel presbiterio<\/strong>. Il testo indica dettagliatamente tutte le figure che dovevano essere dipinte (vd. testo a lato), ispirate alla vita di Ges\u00f9 e alle storie di Sant\u2019Andrea Apostolo e di San Giovanni Battista.<br \/>\n<strong>I committenti erano due<\/strong>: la Comunit\u00e0 di Portogruaro nella persona del suo Podest\u00e0 e il Capitolo di Concordia, che aveva la cura anche della pieve di S. Andrea.<br \/>\n<strong>Fu pattuito il compenso di 200 ducati<\/strong>, una somma rilevante ma adeguata alla dimensione dell\u2019intervento. I lavori dovevano essere eseguiti nel successivo mese di luglio. Un capitolato dettagliato riguardava i materiali e i colori da impiegarsi.<br \/>\nIl saggio riporta anche brevi notizie biografiche sul pittore, desunte da atti notarili. Vi risulta che\u00a0<strong>Bartolomeo da Belluno soggiorn\u00f2 a lungo a Portogruaro tra il 1445 ed il 1453<\/strong>\u00a0(anno in cui venne composta una sua controversia con una donna portogruarese per un debito di 16 ducati, residuo dell\u2019affitto da lui dovuto).<br \/>\nLo studio si conclude con alcune considerazioni sulla<strong>\u00a0figura dell\u2019Apostolo Andrea e sul suo culto nel Triveneto<\/strong>, con particolare attenzione per la Diocesi di Concordia e le contermini di Udine e di Ceneda (Vittorio Veneto).<br \/>\nTomasi getta nuova luce sulla storia dell\u2019arte locale del Quattrocento, suscitando anche rinnovati interrogativi sull\u2019antica chiesa di S. Andrea, che fu demolita nel 1793 per lasciare posto alla costruzione dell\u2019attuale Duomo, consacrato nel 1833.<\/p>\n<p><strong>L\u2019iconografia<\/strong>. Il contenuto iconografico dei dipinti di Bartolomeo da Belluno \u00e8 testimoniato solamente da questo contratto.\u00a0<strong>Gli affreschi andarono perduti con la demolizione settecentesca<\/strong>\u00a0dell\u2019edificio che li custodiva. Va considerato anche che potrebbero essere stati coperti gi\u00e0 molto prima da una mano di bianco di calce, misura praticata per disinfettare gli edifici in occasione delle pestilenze. Il flagello della peste colp\u00ec Venezia ed il suo territorio in pi\u00f9 occasioni, soprattutto nel 1575 e nel 1630.<\/p>\n<p><strong>Domanda finale<\/strong>: visto che il pittore Bartolomeo da Belluno soggiorn\u00f2 a lungo a Portogruaro, ci sono nella citt\u00e0 del Lemene dipinti della met\u00e0 del Quattrocento che possono essere a lui attribuiti?<br \/>\nUn primo pensiero va agli affreschi frammentari dell\u2019abside della chiesa di San Cristoforo del Collegio Marconi, ricomparsi un trentennio fa con i restauri degli anni \u201980. L\u2019autore \u00e8 ancora ignoto.<\/p>\n<p><strong><em>Antonio Martin<\/em><\/strong><\/p>\n<h2><strong><a name=\"antica\"><\/a>L\u2019ANTICA CHIESA DI SANT\u2019ANDREA<\/strong><\/h2>\n<div id=\"attachment_3077\" class=\"wp-caption alignleft\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.parrocchiadisantandrea.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/scorciosantandrea.jpg\" rel=\"lightbox\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-3077 size-medium\" src=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20160324211935im_\/http:\/\/www.parrocchiadisantandrea.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/scorciosantandrea-300x214.jpg\" alt=\"scorciosantandrea\" width=\"300\" height=\"214\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Sant\u2019Andrea oggi nella stessa prospettiva nel panorama dell\u2019immagine di apertura: la facciata ha preso il posto dell\u2019abside.<\/p>\n<\/div>\n<p>L\u2019antica chiesa di S. Andrea venne edificata nel dodicesimo secolo. Probabilmente la costruzione inizi\u00f2 subito dopo la stipula della convenzione livellaria del vescovo Gervino con i Portolani (10 gennaio 1140). L\u2019atto diede impulso allo sviluppo del porto fluviale e del centro abitato. L\u2019edificio era gi\u00e0 una realt\u00e0 prima del 1186, anno in cui Papa Urbano III riconobbe le giurisdizioni spirituali e temporali del vescovo di Concordia Gionata, comprendendovi anche la pieve \u201cde Portu Gruarii\u201d.<br \/>\nSull\u2019aspetto della chiesa demolita abbiamo una descrizione molto sommaria dello storico portogruarese Antonio Zambaldi datata 1840, che riport\u00f2 le testimonianze di alcune persone che la videro prima dell\u2019abbattimento: era di forma gotica, aveva tre navate, con l\u2019abside ad est e la facciata ad ovest (il contrario del Duomo attuale).<br \/>\n<strong>La sola immagine dell\u2019antica chiesa<\/strong>, giunta fino a noi, \u00e8 la vista della parte absidale, che si trova nella rappresentazione della citt\u00e0 dipinta nella parte inferiore della pala votiva conservata oggi nel secondo altare laterale destro: \u201c<strong><em>Madonna col Bambino e i Santi Rocco e Sebastiano che intercedono per la citt\u00e0 di Portogruaro<\/em><\/strong>\u201c. Il dipinto, opera di un discepolo di Palma il Giovane, venne realizzato in occasione della peste del 1630. Da questa pala \u00e8 tratta la famosa veduta di Portogruaro rappresentata in molte stampe successive. Da alcuni elementi, quali il Palazzo Municipale (senza le ali laterali, realizzate nei primissimi anni del \u2019500), il ponte dei Mulini (ancora in legno, la costruzione in pietra risale al 1554) e il Fondaco (rappresentato senza l\u2019arco, la cui erezione \u00e8 del 1557), si pu\u00f2 dedurre che si tratti di un\u2019immagine che riprende la citt\u00e0 di Portogruaro come appariva alla fine del Quattrocento. Ci potrebbe essere una qualche relazione tra questa immagine del dipinto votivo, risalente al 1630 circa, e la \u201cterra di Portogruaro\u201d rappresentata nella mani di S. Andrea dall\u2019affresco di Bartolomeo del 1445? (A.M.)<\/p>\n<h2><a name=\"temi\"><\/a><strong>TEMI DEGLI AFFRESCHI<\/strong><\/h2>\n<p>Il testo latino del contratto permette di comprendere la vastit\u00e0 dell\u2019impianto iconografico, che si sviluppava nella parte absidale della navata centrale (capella magna) e di una delle due navate laterali (capella parva). La traduzione proposta \u00e8 necessariamente libera.<br \/>\n<strong>NAVATA CENTRALE<\/strong>.\u00a0<em><strong>Nel soffitto<\/strong><\/em>: nei quattro angoli, i quattro Dottori della Chiesa con le loro cattedre e accanto i simboli dei quattro Evangelisti (il nome dei dottori non \u00e8 indicato, ma dovevano essere Agostino, Ambrogio, Girolamo e Gregorio).\u00a0<strong>Nella parete verso Oriente<\/strong>: in alto, Dio in trono con gli Angeli; nella parte destra la Beata Vergine Maria e nella sinistra S. Andrea in ginocchio con in mano \u201cla terra di Portogruaro\u201d; in basso, Cristo in croce con i ladroni, la Madonna e S. Giovanni ai lati, con sotto i soldati, i giudei e le vesti del Cristo messe in sorte.\u00a0<strong>Nella parete verso sud<\/strong>: la vita di Cristo in 34 quadri (<em>Annunciazione, Nativit\u00e0, Circoncisione, Adorazione dei Magi, Presentazione al tempio, Fuga in Egitto, Strage degli Innocenti, Disputa tra i dottori del tempio, miracolo delle nozze di Cana, Battesimo di Cristo, le tre tentazioni, la moltiplicazione dei pani, la cacciata dei mercanti dal tempio, la Trasfigurazione, la resurrezione di Lazzaro, l\u2019ingresso a Gerusalemme con i bambini esultanti e le palme, la Maddalena che lava i piedi a Ges\u00f9, l\u2019Ultima Cena, la preghiera sul monte Oliveto, il bacio di Giuda, Pietro che stacca l\u2019orecchio al servo, Cristo condotto da Caifa e la flagellazione, Cristo da Pilato, Cristo da Erode, Cristo ritorna da Pilato e l\u2019incoronazione di spine, Cristo porta la croce, il Sepolcro, la Resurrezione, le Pie Donne al Sepolcro incontrano l\u2019Angelo, Cristo appare alla Maddalena nell\u2019orto, l\u2019apparizione di Cristo ai discepoli nel cenacolo con l\u2019incredulit\u00e0 di Tommaso, l\u2019Ascensione, gli Angeli che apparvero ai discepoli dopo l\u2019Ascensione, la discesa dello Spirito Santo).\u00a0<\/em>Nell\u2019arco: nella parte superiore i dodici Profeti, nella inferiore i dodici Apostoli.<br \/>\n<strong>NAVATA LATERALE<\/strong>.\u00a0<strong>Nel soffitto<\/strong>: i quattro Evangelisti seduti sulle loro cattedre.\u00a0<strong>Nella parete verso Oriente<\/strong>: la Vergine Maria con il Figlio in braccio, sotto San Giovanni Battista e Sant\u2019Andrea con Santi e Sante.\u00a0<strong>Nella parete verso sud<\/strong>: la storia di Sant\u2019Andrea con 12 o 14 capitoli.\u00a0<strong>Nella parete verso nord<\/strong>: storia di San Giovanni Battista con 12 o 14 capitoli.\u00a0<strong>Nell\u2019arco<\/strong>: Santi e Sante.\u00a0<strong>In entrambe le navate<\/strong>: previste iscrizioni in lingua italiana ad illustrare il contenuto di ciascun episodio. (am)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.parrocchiadisantandrea.it\/cms\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/150208_gliaffreschipeduti.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scarica articolo in formato PDF<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Il Popolo, domenica 8 Febbraio 2015 Sentiti ringraziamenti ad Antonio MARTIN per il prezioso servizio informativo. &nbsp; &nbsp; DA UNO STUDIO DELL\u2019ACCADEMIA DI SAN MARCO L\u2019antica chiesa di S. 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