{"id":119,"date":"2017-11-03T21:06:25","date_gmt":"2017-11-03T20:06:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiadisantandrea.it\/psa\/?page_id=119"},"modified":"2018-11-13T22:26:52","modified_gmt":"2018-11-13T21:26:52","slug":"mons-giovanni-b-titolo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiadisantandrea.it\/psa\/storia\/parroci-e-vicari\/mons-giovanni-b-titolo\/","title":{"rendered":"Mons. Giovanni B. TITOLO, 1912"},"content":{"rendered":"<p><strong>Mons. Cav. GIOVANNI BATTISTA TITOLO<br \/>\n<\/strong>(1870 \u2014 1938)<\/p>\n<p>Il&nbsp;<strong>27 settembre 1938<\/strong>, Portogruaro pian\u00adgeva l\u2019improvvisa scomparsa di mons. Giovanni Battista Titolo, da 26 anni arciprete del Duomo di Sant\u2019Andrea, figura ben no\u00adta in tutta la diocesi, per le sue distinte qualit\u00e0. Canonico ono\u00adrario, cavaliere della Corona d\u2019Italia, era considerato il sacerdote pi\u00f9 preparato per la risoluzione delle questioni giuridiche della diocesi.<\/p>\n<p>Mons. Titolo era nato a Castelnuovo del Friuli il 17 ottobre 1870. Entrato in Seminario a Portogruaro, aveva percorso con onore gli studi e il 16 aprile 1893 riceveva la consacrazione sa\u00adcerdotale.<\/p>\n<p>Dopo essere stato per qualche mese destinato in via provvi\u00adsoria a Giai della Siega, a sostituire quel curato, fu per cinque anni cappellano a Vigonovo; nel marzo 1898 venne nominato curato-abate a San Michele al Tagliamento, quindi \u2014 ottenuta dal 19 settembre 1903 l\u2019erezione della curazia in parrocchia -fu confermato quale parroco-abate. Non ci sono testimonianze storiche dell\u2019esistenza di alcuna abbazia nel territorio di San Michele, ed il Degani ritiene il titolo derivato dalla consuetudi\u00adne di chiamare con tale nominativo il curato delle famiglie no\u00adbili, quando non era n\u00e9 parroco n\u00e9 cappellano.<\/p>\n<p>Il&nbsp;<strong>31 ottobre 1912<\/strong>&nbsp;fu investito della. prebenda arcipretale di Sant\u2019Andrea e nel 1913 nominato vicario foraneo, incarico da cui si dimise, per motivi di salute, solo quattro mesi prima di concludere il suo cammino terreno.<\/p>\n<p>Monsignore era dottore in diritto canonico (1911), segreta\u00adrio-ispettore della Congregazione primaria della Dottrina Cristiana fin dalla sua istituzione (1914) e Officiale del Tribunale diocesano (1919), membro della Commissione di disciplina del Seminario, Esaminatore Sinodale e Presidente della Commis\u00adsione diocesana d\u2019Arte sacra. Per il suo patriottismo schietto e leale, oltre che per varie benemerenze civili, ebbe dal Governo l\u2019onorificenza di Cavaliere della Corona d\u2019Italia. Subito dopo la fine del Primo conflitto mondiale fu delegato provinciale del Patronato per gli orfani di guerra (riusc\u00ec ad istituire nella Citt\u00e0 del Lemene una Biblioteca loro riservata), fond\u00f2 l\u2019Asilo Infanti\u00adle \u201c<em><strong>Calasanzio<\/strong><\/em>\u201d e la Scuola di Lavoro femminile annessa allo stesso. La stampa Io cit\u00f2 quale \u201cesempio mirabile di fede e di altruismo, che dedica la vita all\u2019educazione \u2014 col mezzo del la\u00advoro \u2014 dei figli del popolo\u201d. La scuola ottenne, nel&nbsp;<strong>1925<\/strong>, una medaglia d\u2019oro dall\u2019Esposizione Nazionale per i lavori degli Orfani di guerra, con sede a Roma.<\/p>\n<p>Fu definito \u201c<em>sacerdote integerrimo, di animo aperto, di bella e acuta intelligenza, e dotato di una vasta ed eletta cultura lette\u00adraria ed artistica<\/em>\u201c. Poich\u00e9 nessuno \u00e8 perfetto, \u00e8 bene sottolineare che sembra non sia stato molto diligente in qualit\u00e0 di ammini\u00adstratore; infatti, alla sua scomparsa mons. Lozer scrisse in una relazione: \u201c<em>S\u00ed deve deplorare che abbia lasciato confusa e defi\u00adciente l\u2019amministrazione dell\u2019Asilo Infantile San Giuseppe Cala\u00adsanzio da lui aperto<\/em>\u2026\u00bb, ed inoltre, \u201c<em>L\u2019archivio parrocchiale era sparso<\/em>\u2026\u201d. E\u2019 impensabile che fosse in grado di far tutto da so\u00adlo, perci\u00f2 riteniamo che, pi\u00f9 che altro, non abbia attuato i con\u00adtrolli del caso sugli incaricati da lui preposti nei vari incarichi, eppoi si sa che le persone geniali raramente sono ordinate.<\/p>\n<p>Nel&nbsp;<strong>1922<\/strong>&nbsp;condusse per conto del Capitolo Cattedrale, a Roma, un\u2019azione diplomatica che coinvolse parlamentari ed alti prelati per un ultimo colpo di coda tendente ad&nbsp;<strong>impedire il trasferimento del Seminario a Pordenone<\/strong>&nbsp;ed, in subordine, per impedire&nbsp;<strong>l\u2019alienazione della vecchia sede<\/strong>. Anche in seguito ma\u00adnifest\u00f2 irremovibile opposizione, anche in nome del clero della \u201cbassa\u201d (mandamento di Portogruaro) sul trasporto del Semi\u00adnario da Portogruaro a Pordenone. Nel&nbsp;<strong>1927<\/strong>, a trasferimento avvenuto, propose di dividere il Seminario in due, il maggiore e il minore: uno rimaneva a Pordenone e l\u2019altro ritornava a Por\u00adtogruaro. Per questo arriv\u00f2 anche ad uno scontro col vescovo mons. Paulini e con la Curia, per aver anche convertito il Semi\u00adnarietto in asilo infantile da lui gestito, con rivendicazione dei diritti sullo stabile quale arciprete di Sant\u2019Andrea di Portogrua\u00adro. Alla fine venne trovato un accordo e fissato un fitto annuo di 3300 lire da corrispondere alla direzione del Seminario di Pordenone.<\/p>\n<p>Della sua attivit\u00e0 va ricordata l\u2019opera svolta a San Michele per la costruzione della nuova chiesa. La vecchia fu demolita in\u00adsieme al campanile per far posto alla chiesa nuova, progettata dall\u2019arch. Girolamo d\u2019Aronco e terminata nel&nbsp;<strong>1900<\/strong>&nbsp;(il successo\u00adre di don Titolo, il vigonovese don Nicola Nadin, l\u2019abbell\u00ec con il ricco pavimento e gli altari, tra cui quel maggiore opera dello scultore Francesco Ellero di Latisana). A Portogruaro, come gi\u00e0 detto, vanno ricordate: l\u2019apertura dell\u2019Asilo infantile e della Scuola di Lavoro, oltre alla magnifica decorazione del Duomo, ad iniziare dalla Cappella del Santissimo su progetto del prof. Domenico Rupolo di Caneva e del ben noto pittore Tiburzio Donadon, originario di Motta di Livenza, ma residente in dio\u00adcesi. Fecero seguito il restauro della Cappella della Vergine del\u00adla Salute e via via del resto degli interni, al verificarsi delle nuo\u00adve disponibilit\u00e0 finanziarie, create con capacit\u00e0 ed abilit\u00e0.<\/p>\n<p>Uomo di gran fede, in grado di comprendere i problemi e ricevere le confidenze pi\u00f9 intime, mons. Titolo prese sempre di petto i nemici della Chiesa, fin dagli anni a cavallo del XX se\u00adcolo. L\u2019allora giovane e battagliero sacerdote entr\u00f2 pi\u00f9 volte in polemica con i liberali ed i socialisti, senza mancare, nello stesso tempo, di indicare al clero un atteggiamento prudente ed esor\u00adtarlo ad affrontare le lotte con l\u2019indispensabile preparazione re\u00adligiosa e culturale: i preti attendano ai doveri del loro ministe\u00adro e studino\u201d, perch\u00e9 il loro \u201clavoro\u201d \u00e8 particolare, fatto di riti, ma anche di insegnamento, di relazioni, di testimonianza, di e\u00adsempio di vita. Raccomandava insistentemente l\u2019applicazione nello studio a giovani e meno giovani che incontrava nel corso delle frequenti visite alle parrocchie, per verificare la prepara\u00adzione nella Dottrina Cristiana.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni soffr\u00ec di disturbi cardiaci e la morte lo colse all\u2019improvviso; il giorno antecedente alla sua dipartita ce\u00adlebr\u00f2, infatti, la messa in camera, avendone il privilegio quale canonico. Lasci\u00f2 i suoi beni a dei nipoti orfani e altri piccoli le\u00adgati all\u2019Asilo Calasanzio, di cui deteneva la presidenza dalla fondazione, ed all\u2019Ente comunale Opere di Assistenza.<\/p>\n<p>Volle esser sepolto a Pasian di Prato, accanto alle spoglie della madre.<\/p>\n<p>Dai carteggi esaminati emerge come nessun portogruarese abbia difeso gli interessi della citt\u00e0 in maniera pi\u00f9 convinta di mons. Titolo: meriterebbe di essere ricordato con una pubblica determinazione.<\/p>\n<p><em>Gianni Strasiotto<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mons. Cav. GIOVANNI BATTISTA TITOLO (1870 \u2014 1938) Il&nbsp;27 settembre 1938, Portogruaro pian\u00adgeva l\u2019improvvisa scomparsa di mons. Giovanni Battista Titolo, da 26 anni arciprete del Duomo di Sant\u2019Andrea, figura ben no\u00adta in tutta la diocesi, per le sue distinte qualit\u00e0. Canonico ono\u00adrario, cavaliere della Corona d\u2019Italia, era considerato il sacerdote pi\u00f9 preparato per la risoluzione &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.parrocchiadisantandrea.it\/psa\/storia\/parroci-e-vicari\/mons-giovanni-b-titolo\/\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Mons. Giovanni B. 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