IL RESTAURO DELL’ORGANO A CANNE DEL DUOMO
Da tempo era avvertita la necessità, anzi, l’urgenza di un adeguato restauro dell’organo a canne del nostro Duomo di S. Andrea.
Le pessime condizioni non permettevano il suo utilizzo né per le celebrazioni liturgiche né per attività culturati-concertistiche.
Da secoli il Duomo di S. Andrea aveva assunto una indiscutibile importanza, da quando a sede vescovile da Concordia fu trasferita a Portogruaro nel 1596. Già nel vecchio Duomo esisteva un organo la cui cantoria era stata arricchita da pannelli artistici, opera di grande valore pittorico di Pomponio Amalteo (1505-588).
Da allora fino al trasferimento della sede vescovile a Pordenone (1974) il Duomo di S. Andrea, pur senza alcun decreto ufficiate da parte di qualche congregazione romana, funse da chiesa concattedrale o, come in alcuni documenti vi si legge ,” chiesa ausiliare”. Titoli che qualche mio predecessore continuava a vantare ma che, con l’elevazione del Duomo di S. Marco Evangelista in Pordenone alla dignità di “Concattedrale” della Diocesi di Concordia-Pordenone, non può più essere considerato tale anche se il Duomo di S. Andrea rimane il maggior tempio cittadino dove si svolgono le più solenni liturgie ed eventi sacri.
L’attuale organo è un ottimo strumento realizzato nel 1910 dalla rinomata ditta Beniamino Zanin di Codroipo. Nel 1942 lo stesso autore intervenne per un necessario restauro applicando la trasmissione pneumatica alla precedente meccanica. Tenendo conto che ormai sono trascorsi più di sessant’ anni dalle ultime modifiche dello Zanin, lo strumento rientra tra quelli sottoposti a tutela patrimoniate artistica. Da qui l’attuate decisione  – avvalorata dall’esperto e competente organista M° don Giuseppe Russolo –  di conservare il sistema pneumatico. Il delicato lavoro di restauro è stato quindi affidato alla ditta Michelotto Francesco e Daniele di Albignasego (PD).
L’organo è e rimane lo strumento più nobile ed idoneo per la musica sacra e per le celebrazioni liturgiche. Così si esprimeva il Concilio Vaticano II nella costituzione “Sacrosantum Concilium “.   ” Nella Chiesa latina si abbia in grande onore l’organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e d elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti” (n° 120).
Lo aveva compreso anche quel vecchio “cantore di chiesa” che un giorno mi disse: “(Bene, Monsignore! Finalmente risentiremo il nostro organo suonare come ai vecchi tempi. Vede, Monsignore, una chiesa senza organo è come un campanile senza campane. Non ho forse ragione?”.
Ora l’organo del-Duomo ritrova tutta la sua bellezza e la potenza sonora di uno strumento tra i più significativi della nostra Diocesi e riprenderà a rendere ancor più solenni le celebrazioni liturgiche e a svolgere quell’attività culturale-concertistica da decenni interrotta.
Sento il dovere di ringraziare quanti, in forme diverse hanno reso possibile questo delicato ed impegnativo restauro che si aggiunge ad altri interventi di restauro di opere pittoriche o di lavori, in particolare il nuovo impianto di illuminazione, che in questi ultimi anni hanno reso il nostro Duomo più bello ed accogliente.

UN SINCERO E DOVEROSO GRAZIE
Conservare quel ricco patrimonio di storia, arte e tradizione religiosa che abbiamo ereditato dal nostro passato, è un dovere e fa onore anche alle nuove generazioni.
A conclusione di questo importante restauro dell’organo a canne del nostro Duomo, sento il dovere di ringraziare anzitutto il M° don Giuseppe Russolo, da oltre quarant’anni apprezzato organista e maestro di cappella del Duomo di S. Andrea.
La sua indiscussa competenza, la sua passione per la musica ed il canto sono state e sono tuttora una grande risorsa culturale e spirtituale per la nostra Parrocchia e per la Città dI Portogruaro.