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Nov 2012 – Lamine d’argento: ex-voto dal 500 al 600

Fede e devozione popo­lare.  Con la festa del patrono Sant’Andrea la comunità di Portogruaro recupera una parte della pro­pria ricca storia artistico-re­ligiosa. Sono gli ex-voto in argento del Duomo, restau­rati e di nuovo visibili a tut­ti.

Pagine di storia da riscoprire

Sono più di novanta pezzi di dimensioni molto piccole. Le sottili e delicatissime lamine d’argento risalgono ad un periodo che va dalla fine del Cinquecento a tutto il secolo successivo e, forse, oltre: so­no state sbalzate, finite a cesello, montate su anima li­gnea ed erano contenute nella custodia, sempre di le­gno, che ancora le ospita, fis­sata al braccio inferiore del­la croce del trecentesco Cro­cifisso collocato nella lunet­ta, sulla sommità della pare­te della controfacciata. Pri­ma del 1833, anno di dedicazione dell’attuale Duomo, si trovavano nell’al­tare del Crocifisso che l’o­monima confraternita aveva costruito nel vecchio Duomo demolito a fine Settecento.

Le raffigurazioni

Solo alcune delle placchette sono strettamente degli ex-voto: rappresentano parti anatomiche (mano, gambe, cuori, occhio) e sono dei veri e propri ringraziamenti per la grazia ricevuta. La maggioranza delle lamine, però, ha una rilevanza particolare: sono dei veri e propri ritratti dei componenti della confraternita rappresentanti oranti e con la sottolineatura dell’abbigliamento

del tempo. Il restauro de­gli ex-voto è opera del mae­stro Giancarlo Magri, ed è stato promosso dalla Parroc­chia assieme all’associazio­ne culturale Accordi, con il contributo economico della Fondazione Santo Stefano.

Per l’occasione è stato stam­pato un fascicolo con inter­venti del parroco, monsignor Pietro Cesco, di Luca Majoli della Soprintendenza Psae per le province di Veneto orientale, e di Gianni Marella, presidente dell’associa­zione Accordi. Questo picco­lo intervento riporta l’atten­zione sul grande Crocifisso trecentesco da ristudiare e, forse, restaurare.

Antonio Martin