Nel Consiglio Pastorale che si è tenuto il 10 febbraio in vista della Quaresima il parroco ha ribadito alcuni punti presenti negli Orientamenti Pastorali del Vescovo Giuseppe per l’anno 2011-12 ponendo l’accento sul termine “corresponsabilità” come modalità essenziale di essere cristiani all’interno della comunità.  Pur condividendo l’importanza della tematica da un doppio punto di vista (da un lato la convinzione della comune responsabilità e missione del Popolo di Dio – tutti noi –  in Cristo e dall’altro le complesse richieste che vengono rivolte al prete in questo contesto storico profondamente mutato, con un numero di preti che si va assottigliando), in questa sede vorrei affrontare il problema guardando a un obiettivo più facilmente raggiungibile, eppur fondamentale per accedere poi alla corresponsabilità.
Nell’opuscolo della Diocesi gli Orientamenti Pastorali titolati “Ascoltare per educarci alla corresponsabilità” sono preceduti da una lettura approfondita del racconto evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci secondo Giovanni, proposta da don Federico Zanetti; con espressioni per me illuminanti.

Scrive don Federico

Notiamo per prima cosa che Gesù parla usando la prima persona plurale, noi. Mentre di solito nel ministero di Gesù, fatto di guarigioni e insegnamenti, i discepoli percepivano chiaramente la differenza sostanziale tra loro e il Maestro che li aveva scelti …, ora invece Gesù sottolinea il legame forte che essi hanno con lui e fa in modo che la sua preoccupazione per la folla diventi la loro: ognuno ha il suo ruolo, ma la missione non è solo sua, è “loro”, è “nostra” fin dall’inizio. I discepoli, insomma, non sono vicini al maestro solo per vedere meglio, ma per vivere nella sua/loro/nostra missione.

E più avanti don Federico tenta di offrire una spiegazione sul perché siano stati chiamati ad esprimersi proprio i due discepoli Andrea e Filippo, e scrive:

Il segnale che riceviamo è importante. Gesù …chiama in causa quei due discepoli che si sono distinti per aver coinvolto altri al servizio diretto del Signore: far parte della sua missione non sarà solo annunciare o testimoniare ma anche coinvolgere, chiamare alla vigna, condividere la missione.

infatti ricordiamo che  Andrea, dopo aver incontrato Gesù, aveva coinvolto Simone/Pietro e Filippo aveva condotto da Gesù Natanaele.

E quindi don Federico afferma:

Il Vangelo provoca anche noi: siamo chiamati a operare con quello che possiamo dare, tuttavia senza pensare che la “nostra” missione trovi compimento solo attraverso le nostre azioni. I nostri progetti pastorali non devono prendere paura della difficoltà di quello che ci viene chiesto e tanto meno presumere che con “due-cento denari” in tasca saremmo capaci di affrontare la costruzione del Regno dei Cieli! Dobbiamo utilizzare le nostre risorse, i nostri talenti senza tralasciare nulla, unicamente per mettere tutto a disposizione del Signore e vedere all’opera le sue risorse.

Da quanto detto si deduce la necessità, l’essenzialità (non l’opportunità) del coinvolgersi e del coinvolgere.

È un interrogativo che ci interpella tutti; non si richiedono doti speciali, ma convinzione e
disponibilità.

Pensiamo ora allo stile con cui il Maestro ha coinvolto i suoi: ha offerto loro la possibilità di esprimere  soluzioni – anche del tutto inadeguate –  al problema, di fare proposte, di dire ciò che pensavano …  anche ciò che noi giudichiamo assurdo. Ha lasciato proporre senza irritarsi

Perché coinvolgere?

Coinvolgere …

è per educarci all’ascolto e all’incontro personale, presupposti
di uno stile di fraternità
è per conoscere le diverse realtà  e formarci ad una visione più
completa e chiara dei diversi aspetti e problemi,
è per vivere il nostro essere laici all’interno del ‘popolo di Dio’
in modo consapevole e responsabile


Perché non aggiungete voi (e ci comunicate ) altre motivazioni?


Coinvolgere implica

  • comunicare con l’altro con spirito di apertura/disponibilità …
  • riconoscere all’altro una dignità pari alla nostra e la libertà di offrire una risposta diversa da quella che noi vorremmo
  • valorizzare le diverse risorse della comunità …

consapevoli di essere al servizio di un Regno che va oltre tutte le nostre possibilità, che supera tutte le nostre attese  … Regno che è comunque mistero in cui opera lo Spirito …