Quest’anno la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani ci invita a riflettere sul testo del profeta Michea che esorta il popolo a camminare in pellegrinaggio: “Saliamo sulla montagna del Signore, ed Egli ci insegnerà quel che dobbiamo fare e noi impareremo come comportarci” (4, 2). Di grande rilievo, dunque, è la sua chiamata: “camminare in questo pellegrinaggio, a condividere nella giustizia e nella pace, ove troviamo la vera salvezza“.
E’ verità indiscutibile che la giustizia e la pace costituiscono una forte e salda alleanza fra Dio e l’umanità, attraverso cui si crea una società costruita sulla dignità, sull’uguaglianza, sulla fraternità e sul reciproco “svuotamento” delle passioni.
E poi incontestabile che la vera fede in Dio è inseparabile dalla santità personale, come anche dalla ricerca della giustizia sociale. La nostra salvezza dalla schiavitù più che semplicemente con riti solo formali, sacrifici e offerte, richiede da noi il “praticare la giustizia, ricercare la bontà e vivere con umiltà davanti al nostro Dio“.
Giovanni Paolo Il ha affermato che “qualsiasi espressione di pregiudizio, in relazione ai cristiani, è una contro-testimonianza dell’autentica solidarietà umana, una minaccia alla genuina spiritualità e un serio ostacolo alla missione di evangelizzazio-
 ne della Chiesa“. Mentre il Papa Benedetto XVI proclama: “Anche se nel mondo il male sembra sempre prevalere sul bene“, a vincere alla fine è “l’amore e non l’odio“, perché “più forte è il Signore, il nostro vero re e sacerdote Cristo, e nonostante tutte le cose che ci fanno dubitare sull’esito positivo della storia, vince Cristo e vince il bene“, il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I ha dichiarato con fermezza:
Promuoviamo l’universalità della carità al posto dell’odio e dell’ipocrisia, promuoviamo l’universalità della comunione e della collaborazione al posto dell’antagonismo“.
La celebrazione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani è un forte segno di amore e di speranza, di aiuto spirituale e morale, e l’unità dei cristiani sarà un dono dello Spirito Santo. Camminare umilmente con Dio significa anzitutto camminare nella radicalità della Fede, come il nostro padre Abramo, camminare in solidarietà con coloro che lottano per la giustizia e la pace, e condividere la sofferenza di tutti, attraverso l’attenzione, la cura e il sostegno verso i bisognosi, i poveri e gli emarginati. Infatti … San Paolo afferma: “Con il battesimo, infatti siete stati uniti a Cristo e … uniti a Gesù Cristo, tutti voi siete diventati un solo uomo“. Ogni uomo è “icona di Dio” … e, servendolo, serviamo lui, che “infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti” (Mc 10, 45). Amore e giustizia si incontrano e conducono alla salvezza, hanno la stessa origine e conducono alla vita eterna.
ll monaco Efrem di Siro, grande asceta dell’Oriente Ortodosso ed eccellente scrittore di preghiere mistiche, sottolinea: “Se amerai la pace trapasserai il grande mare della vita con serenità. Se amerai la giustizia troverai la vita eterna“, prospettiva che ci fa comprendere che la pace e l’unità sono piene solo se si fondano nella giustizia: Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati” (Mt 5, 6).

(dal sito della diocesi)