Fratelli, non temete il peccato degli uomini, amate l’uomo anche nel suo peccato, perché questa immagine dell’amore di Dio è anche il culmine dell’amore sopra la terra.

Amate tutta la creazione divina, nel suo insieme e in ogni granello di sabbia. Amate ogni fogliuzza, ogni raggio di sole! Amate gli animali, amate le piante, ama­te ogni cosa!

Se amerai tutte le cose, coglierai in esse il mistero di Dio. Coltolo una volta, comincerai a cono­scerlo senza posa ogni giorno di più e più profondamen­te. E finirai per amare tutto il mondo di un amore ormai totale e universale. Amate le bestie: Iddio ha dato loro il principio del pensiero e la gioia pacifica. Non tormenta­tele, non turbatele, non togliete loro la gioia, non oppo­netevi all’intento di Dio.

Amate particolarmente i bambini, perché anch’essi so­no senza peccato, come gli angeli, e vivono per la nostra tenerezza, per la purificazione dei nostri cuori, e sono per noi come un’indicazione. Guai a chi offende i pargoli!

Certi pensieri, specialmente alla vista del peccato uma­no, ti rendono perplesso, e tu ti domandi: “Devo ricor­rere alla forza o all’umile amore?”. Decidi sempre: ricor­rerò all’umile amore. Se prenderai una volta per tutte questa decisione, potrai soggiogare il mondo intero. L’a­more umile è una forza formidabile, la più grande di tut­te, come non ce n’è un’altra.

Fratelli, l’amore è un maestro, ma bisogna saperlo ac­quistare, perché si acquista difficilmente, si paga a caro prezzo, con un lavoro continuato per lungo tempo, non dovendosi amare solo un istante, accidentalmente, ma sino alla fine. Accidentalmente chiunque può amare, an­che un malvagio.

Amici miei, domandate a Dio la gioia. Siate allegri co­me i bimbi, come gli uccellini del cielo. E non vi turbi nell’opera vostra il peccato, non temete che esso sciupi l’opera vostra e le impedisca di compiersi, e non dite: «Forte è il peccato, forte l’empietà, forte il cattivo am­biente, mentre noi siamo soli e deboli; l’ambiente catti­vo ci guasterà e non lascerà che l’opera buona si compia». Figli miei, non lasciatevi così abbattere! Non c’è che un mezzo di salvezza: renderti responsabile di ogni peccato umano.

In verità, noi siamo come erranti sulla terra e, se non ci fosse dinanzi a noi la preziosa immagine di Cristo, ci smarriremmo e ci perderemmo del tutto, come il gene­re umano prima del diluvio. Sulla terra molte cose ci so­no nascoste, ma in cambio ci è data la segreta, arcana sen­sazione del nostro legame vivente con un altro mondo, col mondo superiore e celeste, e le radici dei nostri pen­sieri e dei nostri sentimenti non sono qui, ma in quel mondo. Ecco perché i filosofi dicono che l’essenza delle cose non si può raggiungere sulla terra. Dio ha preso le sementi da altri mondi, le ha seminate su questa terra e ha coltivato il suo giardino; tutto quello che poteva spun­tare è spuntato; ma quanto fu coltivato non vive che gra­zie al sentimento del suo contatto con questi mondi mi­steriosi; se in te questo sentimento s’indebolisce o si an­nulla, muore anche ciò che in te era stato coltivato. Di­verrai allora indifferente alla vita e magari la prenderai in odio. Così la penso.

(E Dostoevskij, Ifratelli Karamazov, libro VI: «Lo starec Zosima»)

Grazie a te, Signore! E beato colui che pensò e scris­se queste parole; ma ancora più beati coloro che le ascoltano e le vivono.

Padre Davide Maria Turoldo

Alla cara amica Ester Bottan in risposta ad un consiglio.
Carmelo Amore
29 Giugno 2010 – Festa di San Pietro e Paolo