Dal 22 al 26 Luglio un gruppo della parrocchia guidati da don Tomasz si recato in Polonia in pellegrinaggio sulle orme di Giovanni Paolo II.

PELLEGRINI NELLA E DELLA FEDE
Dobbiamo ringraziare il Signore per il bellissimo viaggio-pellegrinaggio che ci ha permesso di conoscere la patria di don Tommaso: la Polonia, terra ricca di tesori artistici e di fede espressa con una devozione anche esteriore che qui forse abbiamo dimenticato. Abbiamo visitato la bella Cracovia (Krakow), cuore della metropoli ecclesiastica dove negli anni  del comunismo fu cardinale Karol Wojtyla che poi diventò l’amatissimo Papa Giovanni Paolo II. Nei giorni seguenti ci siamo trasferiti a Wadowice, città tanto cara a Papa Wojtyla, dove è nato ed è stato battezzato. Ricordando tutto ciò abbiamo rinnovato le nostre promesse battesimali e visitato la sua casa natale. Un’altra città del nostro pellegrinaggio è stata Czestochowa, con il Santuario di Chiara Montagna (Jasna Gora), dove si venera la stupenda icona della Madonna Nera e dove abbiamo sentito il cuore pulsante della fede del beato Giovanni Paolo II. Vedere, in un giorno qualunque della settimana, un popolo, stipato all’inverosimile, pregare e cantare all’unisono davanti all’immagine della Madonna, ci ha veramente commossi. La Vergine, dal volto piuttosto severo, sembrava seguirti con il suo sguardo profondo, sulla guancia destra ancora lo sfregio di una mano barbara e che nessun restauro è riuscito nei secoli ad eliminare. Il Santuario è letteralmente tappezzato di exvoto (stampelle, rosari, cuoricini, gioielli), testimonianze di tante grazie ricevute nei secoli. Una stanza a parte conserva i ricordi di Papa Wojtyla, vesti da lui indossate, doni ricevuti, tra cui il rosario di suor Lucia di Fatima e uno segretamente fatto con la mollica di pane da un internato ad Auschwitz. Siamo stati anche in questo luogo di dolore in religioso
silenzio di fronte all’abisso di orrore compiuto dall’uomo. L’animo nostro si è poi risollevato al Santuario che ricorda la santa Faustina Kowalska: si tratta di una grande, moderna costruzione che quando entri ti sembra accogliere nell’abbraccio di Dio. Qui abbiamo celebrato, per chi lo volesse, l’Eucaristia. Un altro luogo che merita di essere menzionato e che forse pochi conoscono, è stata la città di Wieliczka, dove si trovano le miniere di salgemma, che gli uomini hanno scavato per secoli; le parole non sono sufficienti per descrivere quello che abbiamo visto: per chilometri si cammina tra gallerie di salgemma, cave sostenute da fitte e robuste palizzate, dove possiamo capire la fatica e il lavoro dell’uomo anche attraverso rappresentazioni a misura naturale, con manichini, carri, cavalli, ruote e argani giganteschi. Ma l’uomo, anche a tanta profondità (135-327m) e sottoposto a tanta fatica, ha saputo mostrare il suo lato migliore, quello della creatività a della fede: ha saputo infatti erigere meravigliose statue di sale, enormi, che rappresentano o figure leggendarie o fantastiche come gli gnomi, o statue di santi e della Vergine. Ma la sala dove chi entra resta letteralmente a bocca aperta, è quella chiamata la cappella: la Cappella di santa Cunegonda (Kinga). Si tratta di una sala enorme per lunghezza e per altezza. Il salgemma, come per tutto il percorso, sembra marmo levigato tanto è lucido, ma qui l’effetto è ancora più stupefacente perché la sala è illuminata da enormi lampadari di sale bianco che sembra cristallo. Le pareti sono arricchite da rappresentazioni sacre che la mano dell’uomo ha saputo creare sempre dal salgemma, con un lavoro durato decenni. Vi si ammirano, tra l’altro, il volto di Dio, una statua della Vergine, una Natività, un’Ultima Cena ispirata a quella di Leonardo da Vinci. In questa strepitosa cappella ogni domenica viene celebrata la santa Messa. Tutto quanto abbiamo visto e vissuto in questi giorni è stato accompagnato da don Tommaso, che con il suo garbo e la sua levità ci ha guidato nei momenti di preghiera e di riflessione.