2020/ Lug 19- Avvisi della settimana

IN EVIDENZA

Scarica foglietto   Voci di comunità – XVI Domenica A – Tempo Ordinario

TURRIS-GREST 2020:
Siamo alle battute finali, all’ultima settimana.
Venerdì 24 luglio, alle ore 20.30: serata finale.
Siamo tutti invitati: bambini, ragazzi, genitori, nonni (portare la mascherina).
Un grazie speciale in anticipo per il grande lavoro che è stato fatto, prima e durante il GREST: agli animatori e animatrici, ai circa 40 adulti sempre presenti e a tutti i bambini e le bambine per l’allegria che ci hanno regalato, per essersi impegnati a rispettare le normative e i protocolli di sicurezza. Grazie alle famiglie che ci hanno dato fiducia e hanno collaborato. E’ stata una iniezione di speranza e di fiducia che ha riacceso amicizie, relazioni importanti.
Dunque vi aspettiamo: venerdì 24 luglio, ore 20.30, Oratorio Pio X.

Domenica 19 luglio, Madonna del Carmine

Parrocchia di Sant’Agnese:
quest’anno la tradizionale festa per la Madonna del Carmine sarà celebrata domenica 19 luglio, ma, a causa dell’emergenza Covid-19, non ci sarà la processione nè la festa in oratorio.
La Santa Messa Solenne sarà alle ore 19.00 preceduta dalla recita del Santo Rosario alle ore 18.20.
Al termine della messa benediremo gli scapolari.

Per tutto il mese di agosto la messa del sabato sera a Sant’Agnese è sospesa.

Sabato 25 luglio 2020:
• alle ore 19.00 a Sant’Agnese: battesimo di Gioele.
• alle ore 11.00 Matrimonio di Lubiani Alberto e Agazzi Laura
presso la Chiesa di San Simon a Vallada Agordina.

 
Domenica 26 luglio, ore 11.00
Il 4 agosto ricorre il 187° anniversario della
Dedicazione del Duomo di Sant’Andrea Apostolo avvenuta nel 1833..
Come da tradizione, la festa sarà celebrata l’ultima domenica di luglio, la messa sarà animata dall’orchestra “Lorenzo Da Ponte” del Maestro Giuseppe Russolo.

 

Domenica 12 Luglio: è tornata alla casa del Padre PAOLA DAL MAS, cara compagna di cammino sulla via del Signore.  Curatrice della Chiesa di San Giovanni ci ha lasciati nel dolore, ma la speranza nella misericordia del Padre ce la fa vedere gioiosa tra le braccia del nostro amato Gesù  Cristo.  Sono tornati alla casa del Padre anche  Giorgio Gradini e Rina Dal Mas.

 

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2020/ 13 Marzo – Comunicato del vescovo

COMUNICATO del 13 MARZO 2020
Carissimi Presbiteri e Diaconi
Consacrati e Consacrate
Fedeli Laici
Mi rivolgo a tutti Voi, Fratelli e Sorelle, per esprimere ancora una volta i sentimenti di vicinanza e partecipazione che nutro nei confronti di ciascuno.
In comunione con alcuni Vescovi del Triveneto, abbiamo scelto le parole del profeta Geremia per riflettere sul momento che stiamo vivendo. Dice il profeta: “I miei occhi grondano lacrime notte e giorno, senza cessare, perché da grande calamità è stata colpita la figlia del mio popolo, da una ferita mortale. […] Anche il profeta e il sacerdote si aggirano per il paese e non sanno che cosa fare.
[…] Ma per il tuo nome non abbandonarci, non render spregevole il trono della tua gloria. Ricordati! Non rompere la tua alleanza con noi” (Geremia 14, 17-18.21). Sono le parole del Cantico di Geremia che la Chiesa mette sulle nostre labbra nelle lodi di venerdì prossimo. Descrivono molto bene la situazione in cui tutti ci troviamo con l’accorata invocazione al Signore affinché non ci abbandoni; parlano anche della fatica e della difficoltà che noi, come Vescovi, siamo chiamati ad assumere come pastori delle nostre Chiese in questi giorni di epidemia. Come tutte le persone del nostro Paese, anche noi proviamo paura e preoccupazione, a livello personale e come responsabili delle comunità. Vogliamo sperare, anche se ci rendiamo conto che la strada è lunga ed il cammino esigente. La fede sostiene la speranza che “non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato
(Romani 5,5).

Scarica l’intero documento:
COMUNICATO DEL VESCOVO E INDICAZIONI DEL 13.3.2020

JESOLO SEND NATIVITY 2019

Un gruppo di parrocchiani si è recato  a Jesolo a Visitare SAND NATIVITY 2019. Condividiamo il video fatto da Carmelo Amore e la presentazione incentrata sulle BEATITUDINI.

LE BEATITUDINILE:   UN   POEMA DIVINO DELL’AMORE
Le persone di fede cristiana conoscono bene i Dieci comandamentianche se non tutti riescono a ricordarli o recitarli, tutti e dieci, con precisione. Essi rappresentano la parola di Dio data a Mosè per essere condivisa con i tutti fedeli.Le Beatitudini vengono non di rado presentate come l’antitesi delneo Testamento al Decalogo, come, per così dire, l’etica più elevatadei cristiani nei confronti dei comandamenti dell’Antico Testamento.Questa interpretazione fraintende completamente il senso delle parole di Gesù. Gesù ha sempre dato per scontata la validità del Decalogo, il Discorso della Montagna riprende i comandamenti e li approfondisce, non li abolisce “Non pensate cheio sia venuto ad abolire la Legge e i Profeti: non sono venuto perabolire, ma per dare compimento”. Non così perentorie come possono apparire i Dieci Comandamenti, le parole di Gesù checompongono le beatitudini sono esortazioni che invitano alla speranza, la proposta di uno stile di vita rivolto a tutti, indipendentemente dalla propria posizione sociale, condizioneeconomica o credo religioso.Per questa ragione ho accolto con gioia l’invito a rappresentare i concetti espressi dalle Beatitudini attraverso la scultura e ciascun artista li interpreta secondo la propria inclinazione e percezione.Nell’assegnare agli scultori una beatitudine di Gesù da rappresentare, volevo che ognuno esprimesse esse il proprio individuale sentimento, anche attraverso una breve dichiarazione d’artista.Credo che abbiano realizzato delle opere piene di significato e capaci di trasmettere emozionipositive.  Oltre che ad ammirare le sculture, il nostro intento è coinvolgere il visitatore in una riflessione più profonda, una contemplazione dell’Amore che Gesù ci ha donato con queste parole.Richard Varano – Direttore artistico 

2019/ Avvento – Centro del Riuso

Avvento, a Portogruaro nasce il Centro del riuso sociale
Riutilizzare mettendo a disposizione nella Parrocchia di Sant’Andrea con vari collaboratori.


29/11/2019 di Leo Collin
Ha una bella vetrina come un negozio, ma non lo è; gli scaffali come un supermercato, ma non lo è; delle persone che sembrano commessi stipendiati, ma non lo sono. Allora, cosa sarà mai?

Per ora chiamiamolo: “Centro del riuso sociale”. Ma neppure questo sarà il nome definitivo. Per svelare gradualmente il mistero, ne abbiamo parlato con mons. Giuseppe Grillo, parroco di Sant’Andrea e di Sant’Agnese in Portogruaro, “ideatore e portavoce” dell’iniziativa, assieme ad una entusiasta ed affiatata équipe di collaboratori, appartenenti alla Caritas, alla San Vincenzo, alla Croce Rossa e ad altre parrocchie e gruppi di volontariato.

Si tratta di un “progetto articolato”, nato dal vissuto dell’impegno concreto, fatto di relazioni con persone che si trovano in situazione di necessità o di disagio, che desiderano mantenere la propria identità di persone, senza divenire “assistiti permanenti”.

Obiettivo: prevenire e contrastare le situazioni di povertà, attraverso la dinamica del “riuso”, evitando inutili sprechi e ammasso di rifiuti.

Alla base del progetto ci stanno delle scelte operative che consentano una duplice valenza. Prima di tutto che ci siano delle persone o famiglie, mosse dalla gioia di donare dei beni usati, non deteriorati, in modo che abbiano una “seconda vita”, impreziosita dal fattore “bisogno e necessità”. Dai vestiti, agli oggetti e biancheria per la casa, le suppellettili, i mobili, i giocattoli, gli articoli per l’infanzia e ogni altro “bene”, utile a garantire sussistenza e vita.

E nel contempo, che ci siano altre persone e famiglie mosse dalla necessità di dotarsi di qualsiasi tipo di bene per uso personale, per la casa, il lavoro, la scuola, la cultura, il giardino, l’hobbistica e il tempo libero.

Elemento da non sottovalutare è che il libero scambio della merce non vuole avere il sapore dell’erogazione assistenziale di beneficienza. Ma intende responsabilizzare chi richiede l’offerta di un bene, evitando che vada a finire in breve nel bidone dei rifiuti. Per questo viene richiesto ai beneficiari di donare un contributo economico, sia pure “minimo”.

L’ambiente in questione potrà divenire “luogo di accoglienza e dialogo”, per favorire le relazioni tra persone di condizioni sociali, lingua e consuetudini diverse.

Un luogo aperto alla cittadinanza, che potrà condividere comportamenti virtuosi, atti a rinsaldare lo spirito di sobrietà e solidarietà. In particolare i giovani. Promuovendo così uno spazio di protagonismo, nell’anno a loro dedicato. Per questo motivo, nei prossimi giorni è previsto il coinvolgimento del centinaio di adolescenti e giovani della città, per individuare con loro degli spazi o “laboratori” che li coinvolgano con continuità. Ad esempio nel settore della “moda”, con la signora Carla, per curare l’allestimento della vetrina e l’esposizione dei numerosi abiti. O nel settore dell’immagine, creando con Samuele un “logo” che sintetizzi il “centro e il progetto”. Oppure costruire gli spazi espositivi con manichini, scansie e mobili, assieme ad Elisa e Stefano. Il “centro” viene allestito in via Venanzio, zona rotonda dello Stadio, ove un tempo c’era il Centro di ascolto Caritas.

Fonte: Redazione Online