2020/ Feb 2 Avvisi della settimana

In evidenza:
– Avvisi Parrocchiali

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Voci di Comunità –  Presentazione del Signore

Oggi, 2 febbraio, Giornata mondiale del-la Vita Consacrata.
I consacrati rinnovano l’impegno a essere «luce del mondo e sale della terra», a operare per la pace e la fratellanza … a essere «uomini e donne che illuminano il futuro».
Lunedì 3 febbraio, S. Biagio, benedizione della gola alla messa delle 18.30 a S. Giovanni
Giovedì 6 febbraio, a San Giovanni: ore 17.30 adorazione eucaristica; ore 18.30 Santa Messa
Domenica 9 febbraio, alle ore 9.30, incontro al Pio X con i bambini di quarta elementare e i loro genitori; l’incontro si concluderà con la messa delle ore 11.00.
La benedizione alle famiglie proseguirà in via Matteotti.
È tornato alla casa del Padre: Pierluigi De Iseppi.

TURNI DEI SACERDOTI PER LE CONFESSIONI
Aggiornamento dei turni dei sacerdoti disponibili per le confessioni nel Duomo di Sant’Andrea Apostolo:
– don Nicolas Favre, oltre al suo turno del lunedì mattina dalle 8.30 alle 10.20, confesserà anche il martedì mattina dalle 9.00 alle 12.00.
– don Lino Pigatto non confessa più in Duomo, ma si rende disponibile ad accogliere i penitenti, e chiunque volesse parlare con lui, ogni martedì e giovedì dalle ore 10.30 alle ore 12.00 presso la chiesetta di San Gottar-do, adiacente alla residenza Francescon.
Il resto dei turni rimane invariato.

FORANIA PORTOGRUARESE IN ASCOLTO DEL VANGELO DI MATTEO
a cura di Don Orioldo Marson
Primo incontro MARTEDÌ 4 FEBBRAIO, ORE 20.30
Sala delle Capriate, via Seminario 25 – Portogruaro
”Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 5,20).
Gesù è il Mosè ultimo e definitivo
– Ogni incontro inizierà con un momento di preghiera e si concluderà con una breve testimonianza. – Portare un testo della Sacra Scrittura o del Nuovo Testamento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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JESOLO SEND NATIVITY 2019

Un gruppo di parrocchiani si è recato  a Jesolo a Visitare SAND NATIVITY 2019. Condividiamo il video fatto da Carmelo Amore e la presentazione incentrata sulle BEATITUDINI.

LE BEATITUDINILE:   UN   POEMA DIVINO DELL’AMORE
Le persone di fede cristiana conoscono bene i Dieci comandamentianche se non tutti riescono a ricordarli o recitarli, tutti e dieci, con precisione. Essi rappresentano la parola di Dio data a Mosè per essere condivisa con i tutti fedeli.Le Beatitudini vengono non di rado presentate come l’antitesi delneo Testamento al Decalogo, come, per così dire, l’etica più elevatadei cristiani nei confronti dei comandamenti dell’Antico Testamento.Questa interpretazione fraintende completamente il senso delle parole di Gesù. Gesù ha sempre dato per scontata la validità del Decalogo, il Discorso della Montagna riprende i comandamenti e li approfondisce, non li abolisce “Non pensate cheio sia venuto ad abolire la Legge e i Profeti: non sono venuto perabolire, ma per dare compimento”. Non così perentorie come possono apparire i Dieci Comandamenti, le parole di Gesù checompongono le beatitudini sono esortazioni che invitano alla speranza, la proposta di uno stile di vita rivolto a tutti, indipendentemente dalla propria posizione sociale, condizioneeconomica o credo religioso.Per questa ragione ho accolto con gioia l’invito a rappresentare i concetti espressi dalle Beatitudini attraverso la scultura e ciascun artista li interpreta secondo la propria inclinazione e percezione.Nell’assegnare agli scultori una beatitudine di Gesù da rappresentare, volevo che ognuno esprimesse esse il proprio individuale sentimento, anche attraverso una breve dichiarazione d’artista.Credo che abbiano realizzato delle opere piene di significato e capaci di trasmettere emozionipositive.  Oltre che ad ammirare le sculture, il nostro intento è coinvolgere il visitatore in una riflessione più profonda, una contemplazione dell’Amore che Gesù ci ha donato con queste parole.Richard Varano – Direttore artistico 

2019/ Avvento – Centro del Riuso

Avvento, a Portogruaro nasce il Centro del riuso sociale
Riutilizzare mettendo a disposizione nella Parrocchia di Sant’Andrea con vari collaboratori.


29/11/2019 di Leo Collin
Ha una bella vetrina come un negozio, ma non lo è; gli scaffali come un supermercato, ma non lo è; delle persone che sembrano commessi stipendiati, ma non lo sono. Allora, cosa sarà mai?

Per ora chiamiamolo: “Centro del riuso sociale”. Ma neppure questo sarà il nome definitivo. Per svelare gradualmente il mistero, ne abbiamo parlato con mons. Giuseppe Grillo, parroco di Sant’Andrea e di Sant’Agnese in Portogruaro, “ideatore e portavoce” dell’iniziativa, assieme ad una entusiasta ed affiatata équipe di collaboratori, appartenenti alla Caritas, alla San Vincenzo, alla Croce Rossa e ad altre parrocchie e gruppi di volontariato.

Si tratta di un “progetto articolato”, nato dal vissuto dell’impegno concreto, fatto di relazioni con persone che si trovano in situazione di necessità o di disagio, che desiderano mantenere la propria identità di persone, senza divenire “assistiti permanenti”.

Obiettivo: prevenire e contrastare le situazioni di povertà, attraverso la dinamica del “riuso”, evitando inutili sprechi e ammasso di rifiuti.

Alla base del progetto ci stanno delle scelte operative che consentano una duplice valenza. Prima di tutto che ci siano delle persone o famiglie, mosse dalla gioia di donare dei beni usati, non deteriorati, in modo che abbiano una “seconda vita”, impreziosita dal fattore “bisogno e necessità”. Dai vestiti, agli oggetti e biancheria per la casa, le suppellettili, i mobili, i giocattoli, gli articoli per l’infanzia e ogni altro “bene”, utile a garantire sussistenza e vita.

E nel contempo, che ci siano altre persone e famiglie mosse dalla necessità di dotarsi di qualsiasi tipo di bene per uso personale, per la casa, il lavoro, la scuola, la cultura, il giardino, l’hobbistica e il tempo libero.

Elemento da non sottovalutare è che il libero scambio della merce non vuole avere il sapore dell’erogazione assistenziale di beneficienza. Ma intende responsabilizzare chi richiede l’offerta di un bene, evitando che vada a finire in breve nel bidone dei rifiuti. Per questo viene richiesto ai beneficiari di donare un contributo economico, sia pure “minimo”.

L’ambiente in questione potrà divenire “luogo di accoglienza e dialogo”, per favorire le relazioni tra persone di condizioni sociali, lingua e consuetudini diverse.

Un luogo aperto alla cittadinanza, che potrà condividere comportamenti virtuosi, atti a rinsaldare lo spirito di sobrietà e solidarietà. In particolare i giovani. Promuovendo così uno spazio di protagonismo, nell’anno a loro dedicato. Per questo motivo, nei prossimi giorni è previsto il coinvolgimento del centinaio di adolescenti e giovani della città, per individuare con loro degli spazi o “laboratori” che li coinvolgano con continuità. Ad esempio nel settore della “moda”, con la signora Carla, per curare l’allestimento della vetrina e l’esposizione dei numerosi abiti. O nel settore dell’immagine, creando con Samuele un “logo” che sintetizzi il “centro e il progetto”. Oppure costruire gli spazi espositivi con manichini, scansie e mobili, assieme ad Elisa e Stefano. Il “centro” viene allestito in via Venanzio, zona rotonda dello Stadio, ove un tempo c’era il Centro di ascolto Caritas.

Fonte: Redazione Online

2019/ Ott Un salvadanaio per la Caritas

Domenica 13 ottobre 2019 al termine della Santa Messa in Duomo, i bambini del catechismo Pio X che lo scorso maggio hanno ricevuto la prima comunione, hanno consegnato alla Caritas della parrocchia una preziosa scatolina “salvadanaio”.
Preziosa, perché frutto di un progetto di una forte valenza educativa che le Catechiste in collaborazione con i Genitori hanno portato avanti con i bambini durante il loro primo anno di catechesi.
L’obiettivo prefissato: sensibilizzare i più piccoli all’importanza del donare verso i coetanei meno fortunati.
I bambini hanno creato con le proprie mani una scatolina “salvadanaio “dove ogni giorno hanno versato una piccola rinuncia (qualche merendina o qualche figurina in meno da comprare), con la consapevolezza che quel piccolo sacrificio sarebbe servito a riportare sorrisi ad altri bambini.
Su ogni lato del salvadanaio hanno disegnato le tappe più rappresentative del loro gesto fino a quello conclusivo, l’offerta del suo prezioso contenuto alla Caritas.
Con 85 euro, è questo il frutto dei loro piccoli e preziosissimi sacrifici, la Caritas ha acquistato:
n. 11 cf. omogeneizzati misti –
n. 10 cf. pastina e semolino –
n. 10 cf. latte infanzia –
n.5 cf. pannolini neonato
e li ha distribuiti a 7 famiglie bisognose con bambini piccoli della nostra Parrocchia.
Un grazie grande alle Catechiste, ai Genitori, ma soprattutto ai “Piccoli Cuori “che con il loro gesto hanno riportato il sorriso sul volto di questi bambini meno fortunati e regalato a tutti noi un bellissimo esempio di solidarietà senza età.
Si può essere piccoli e compiere gesti davvero grandi.